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L’evento organizzato dall’Associazione Massimo Rao in collaborazione con la Pro Loco di San Salvatore Telesino è una cena spettacolo con live painting.
Il ricavato sarà devoluto alla Cooperativa sociale ICare di Cerreto Sannita.
Il costo minimo del biglietto è di 20 Euro.
La musica è a cura del gruppo “I Cattivi Maestri” che allieteranno la serata con canzoni dei cantautori italiani degli anni 70/80.
Il live painting è della pittrice Barbara Maraio.
il buffet è a cura della cooperativa ICare di Cerreto Sannita.
Ci vediamo sabato 14 settembre presso l’Abbazia benedettina di San Salvatore Telesino alle ore 20:00.

La millenaria storia dell’Abbazia benedettina di San Salvatore Telesino ci consente di immergerci in un territorio che è tra i più suggestivi di tutta la regione Campania. Con le profonde cavità carsiche di monte Pugliano (i puri), convivono da secoli rilevanti testimonianze di età sannita (ricordiamo i resti della cinta muraria presente sulla Rocca) e romana come l’Anfiteatro dell’antica Telesia (di recente riportato alla luce) contornato da un’imponente struttura muraria che nei secoli ha resistito a tanti terremoti e ancora oggi accompagna la vita di coloro che vivono tra San Salvatore e Telese Terme. Leggi il resto di questo articolo »

la roccaE’ un ampio recinto di mura e di torri che corona la cima del colle che sovrasta San Salvatore Telesino. In origine fu massa Longobarda, costruita a difesa della piana Telesina. Fu anche chiamata Massa Superiore, in rapporto all’altra Massa, costruita ai piedi  di Monte Acero per la difesa della Valle del Titerno.

La Rocca, attraverso i secoli, seguì le sorti della commenda e del feudo, risentì le incursioni saracene, e nel periodo degli eventi sismici che interessarono la Valle Telesina, rimase l’unico centro abitato che accolse ed ospitò le poche famiglie superstiti di Telese. Il castello edificato nel corso del XIII secolo dalla famiglia Sanframondo, già proprietaria del Casale e dell’intera contea di Cerreto, fu residenza del vescovo Clemente della diocesi di Telese, costretto ad abbandonare la sede ufficiale a causa delle mofete provocate dal terremoto del 1349. Clemente vi trasferì nel 1407 la sede vescovile. In quegli anni venne costruito all’interno delle mura un palazzo poi detto Castelluccio.

All’interno delle mura era anche la chiesa parrocchiale di Sant’Andrea che nel 1596 fu trovata da mons. Savino semicadente con un altare maggiore ornato da tre sculture lignee e quattro altari laterali. Il castello presentava una forma quadrangolare con imponenti mura e torri di vedetta edificate su persistenti strutture di origine romana. Dell’intera opera oggi sono visibili solo due torri delle quali una garantiva il controllo dell’area in direzione dell’attuale Telese e l’altra dell’attuale Pugliano. La Rocca rimase abitata fino al 1611, anno in cui venne abbandonata dalle ultime famiglie che discesero ad ingrossare il sottostante San Salvatore Telesino.