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Serata con CARAVAGGIO

Sabato 11 dicembre 2010 ore 19.00

ABBAZIA DEL SANTO SALVATORE

San Salvatore Telesino (BN)

Dell’arte del Caravaggio si sono occupati nel corso del ‘900 i più importanti studiosi dell’arte, da Roberto Longhi a Federico Zeri, da Maurizio CalvesiFerdinando Bologna, passando per Giuliano Briganti e il nostro Vincenzo Pacelli e ciò che è stato sempre sottolineato da tutti è stata la sua prorompente novità, l’uscita dagli schemi precostituiti dell’ingessata arte classicista, aprendo la strada  all’arte moderna, attenta al reale ed al naturale. Ciò che è stato straordinario in questo “giovane irrequieto”, come lo definì Maurizio Calvesi, è stata la sua incredibile facoltà di “assorbimento”. Non era facile nel mondo artistico tardo rinascimentale, ancora pervaso di pittura di “historia”, fondere il classicismo raffaellesco e michelangiolesco imperante con la tradizione naturalistica lombarda dei Savoldo e dei Moretto, artisti di vaglia ma con fortune abbastanza localistiche. Il giovane ventenne punta verso Roma, in quel momento capitale indiscussa del mondo artistico ed incomincia ad addolcire le ruvidezze dell’arte lombarda, avvicinandosi ai maestri che gli erano contemporanei come i Carracci ma anche facendo proprie le antecedenti lezioni di Masaccio e di Giotto, che quasi certamente aveva visto oltrepassando il Po.

Quando arriva nella città dei papi è alla ricerca di commissioni  che stentano ad arrivare, le sue nature morte con i cesti di frutta non convincono chi  da tempo è abituato ad opere legate ai tradizionali temi religiosi. Il giovane Caravaggio è convinto che i temi sacri si possono anche ”snaturare”, si può cioè, rendere i protagonisti delle tele più “umani” meno rigidi delle abituali configurazioni, concedendogli quelle naturali caratteristiche che li rendono più vicini alle istanze degli uomini. Le Storie di San Matteo nella cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi a Roma sono per il mondo artistico del tempo il segnale dello stravolgimento, figure troppo umane con giochi di luci ed ombre che disturbano e disorientano chi è abituato alla staticità delle figure, fossilizzate nella tradizione.

Il giovane artista continuerà a stupire ed a essere avversato, arriveranno il Sacrificio di Isacco, la “scandalosa” Morte della Vergine, la Crocifissione di San Pietro, la Madonna dei Pellegrini ed altre opere che scandalizzeranno il tradizionalismo romano ma daranno grande notorietà al giovane lombardo, facendolo diventare uno dei più quotati artisti del tempo. Purtroppo la sua “irrequietezza” lo spinge a commettere dei reati per sfuggire al giudizio dei quali scappa verso Sud. Approda nella Napoli vicereale una prima volta nel 1606, qui realizza degli assoluti capolavori come la Flagellazione di Cristo e le Sette Opere di Misericordia, opera esaminata nei particolari in un illuminate volume di Vincenzo Pacelli pubblicato nel 1984. La Napoli dei quartieri spagnoli è abbastanza intonata con gli umori del Caravaggio ma anche qui è coinvolto in varie risse, per cui scappa prima verso la Sicilia per poi approdare a Malta dove realizza uno degli ultimi suoi capolavori, La decollazione del Battista, conservata ancora oggi nella capitale maltese. Risale verso Roma, toccando Napoli di nuovo nel 1609, dove viene aggredito e ferito al volto, conclude la sua tormentata esistenza presso Port’Ercole il 18 Luglio del 1610, “appena” 400 anni fa! E’ stato un veloce excursus sulla vita e l’opera  del Caravaggio per incominciare ad avvicinarci agli approfondimenti specialistici sulle opere che ci saranno offerti dalla competenza di Vincenzo Pacelli, l’11 dicembre alle ore 19.00 presso l’Abbazia benedettina di San Salvatore Telesino.

Vincenzo Pacelli (San Salvatore Telesino, Benevento, 1939) è Professore Ordinario di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. I suoi studi hanno riguardato in particolare la civiltà artistica meridionale tra Sei e Settecentesco, con saggi e contributi monografici, in special modo sulla pittura napoletana del XVII e XVIII secolo, apparsi sulle maggiori riviste specialistiche italiane e straniere, tra cui “Ricerche sul ‘600 napoletano”, “Napoli Nobilissima”, “Prospettiva”, “The Burlington Magazine”. È redattore e membro fondatore della rivista “Studi di Storia dell’Arte”, quest’anno al suo ventesimo anno di attività.
Ha studiato a lungo la personalità e le opere di Michelangelo Merisi da Caravaggio, con particolare attenzione all’ultimo periodo e alla produzione estrema, che è anche la più intensa e drammatica, del grande maestro lombardo, a partire dalla sua fuga a Napoli nel 1606, fino alle sue peregrinazioni tra Malta, la Sicilia e nuovamente Napoli (“Le Sette Opere di Misericordia”, Salerno 1984; “L’ultimo Caravaggio”, Ediart, edizioni del 1994, 1995, 2002).
Nel corso di ricerche all’Archivio Doria-d’Angri, condotte insieme al collega Giorgio Fulco, e a seguito di importanti ritrovamenti documentari (1980), è stato possibile ascrivere con certezza al Caravaggio il Martirio di sant’Orsola, l’ultima commissione assolta dal pittore prima della morte, richiesta dal principe genovese Marcantonio Doria. Vincenzo Pacelli si è occupato a lungo e ha condotto studi monografici su importanti personalità della pittura napoletana del Seicento, come Carlo Sellitto, Battistello Caracciolo, Jusepe de Ribera, Luca Giordano. Le ricerche degli ultimi anni hanno riguardato l’attività artistica di Giovan Francesco de Rosa detto Pacecco de Rosa (confluite nel volume monografico edito nel 2008 dalla Paparo Edizioni), Andrea Vaccaro (Ediart 2009), Salvator Rosa (Ediart 2010) Giovan Battista Beinaschi (Budai editori 2010).

Sabato 11 dicembre 2010

ore 19.00

ABBAZIA DEL SANTO SALVATORE

San Salvatore Telesino (BN)

La Pro Loco di San Salvatore Telesino (BN) sabato 11 dicembre 2010 alle ore 19.00, dedicherà una serata all’arte di Michelangelo Merisi da Caravaggio nel quarto centenario della morte (l’artista morì il 18 luglio del 1610). Nel corso di quest’anno in tante città italiane si sono realizzate mostre che hanno celebrato l’artista lombardo ponendo l’accento sui molteplici aspetti che hanno caratterizzato la sua arte pittorica. La mostra romana, visitata da migliaia di visitatori al giorno, ha posto l’accento sulle opere più famose ed apprezzate dell’artista lombardo, quelle di Firenze e Genova hanno analizzato le ripercussioni sugli ambienti artistici locali della lezione del maestro. Molto più modestamente a San Salvatore Telesino “voleremo” sulla produzione generale del maestro guidati dalla grande competenza del prof. Vincenzo Pacelli, docente di Storia dell’Arte Moderna presso la Federico II di Napoli, uno dei maggiori esperti dell’arte caravaggesca e della influenza di quest’ultima sulla realtà pittorica napoletana del sec. XVII. La lettura delle opere del maestro lombardo si snoderà attraverso la proiezione di diapositive e filmati che chiariranno al meglio l’influenza ed i cambiamenti attuatisi in Italia ed in Europa in seguito alle “novità” artistiche introdotte dal “pennello” di questo maestro della “luce”. Le tele del Caravaggio sono un itinerario affascinante e per molti aspetti tragico nella storia dell’Italia del ‘600, un puzzle di piccoli stati di scarsa importanza politica ed economica ma incredibilmente vitali dal punto di vista culturale, dal Ducato di Milano, allo Stato della Chiesa, al Viceregno di Napoli. Caravaggio rappresentò pienamente con la sua arte quella temperie socio-culturale, portando in se stesso i dubbi, i tormenti e le incertezze di una realtà storica nella quale le Conseguenze della Controriforma e una profonda crisi socio-economica dettavano una drammatica condizione esistenziale.

L’incontro si svolgerà presso l’Abbazia benedettina di San Salvatore Telesino (BN),  sarà introdotto dal prof. Domenico Tescione, storico dell’arte, con la presenza del prof. Tonino Conte che curerà l’aspetto più propriamente storico della realtà nella quale è vissuto ed ha operato Caravaggio.

info: info@prolocosansalvatoretelesino.it